Francesco Ansidei (1804 - 1873) nel suo poemetto “Il Monte Catria” descrive così l’ascesa alla vetta del monte:


“ Quanto innoltriam noi più, tanto più scabra

Fassi l’ ascesa, ed ognor più dirada

L' opaca selva. E qui, levando il guardo,

L' altissima veggiam balza Porraja ,

A gotico simìl vasto edificio

Che a l’ urto irresistibile de' secoli

Si sfasci e crolli. Di ferrigne macchie

Tinta da sommo ad imo, al ciel s'innalza

Di fulmini bersaglio e di tempeste. “


E’ il 1838 e il sentiero più frequentato per chi sale da Fonte Avellana è quello che passa sotto la Balza della Porrara e s’inerpica su per le Scalette.

A distanza di circa trent’anni anche Don Raffaele Piccinini (1826-1884), monaco all’Avellana e autore della prima guida naturalistica del Catria, ne parla approfonditamente: la via è una sorta di “Z” lunga 2.300 metri, passa sotto le “gigantesche balze murali della Porrara” e alle Scalette è resa “malagevole da grossi scalini scabri ed ineguali, formati sulle testate quasi verticali di grossi strati di durissima roccia”.

Circa un secolo dopo, i versi di Ansidei descrivono ancora bene la cartolina che ritrae un gruppo di monaci camaldolesi che si apprestano ad affrontare le “Scalette del Diavolo”, mentre uno di essi indica il pittoresco sperone di roccia della Porrara che si alza a dominare tutta la scena.

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Approfondimenti e riferimenti bibliografici: Ansidei. Barbadoro D., Barbadoro F. 2008. Ferretti 2002. Piccinini.

Mappe:

La foto dei monaci diretti alla vetta del Catria fa parte di un gruppo di cartoline pubblicate nel 1939. Ora lo stesso punto dello scatto si raggiunge facilmente, in macchina, per una comoda strada inaugurata nel 1965.

La Balza della Porrara è ancora lì imponente e severa, ma della storica mulattiera rimangono ben poche tracce, perché la nuova strada ne segue sostanzialmente il tracciato. Così dello scabroso passo delle Scalette oggi non c’è più traccia.

L’area, tutelata in parte da un’Area Floristica (Id. 25 - “Balze della Porrara - Scalette”),  mantiene comunque un elevato pregio naturalistico: geologico e geomorfologico (successione giurassica), faunistico (presenza del Geotritone italiano [Speleomantes italicus] ed area di nidificazione del Gracchio corallino [Pyrrhocorax pyrrhocorax]) e botanico-vegetazionale (crescono qui tra le tante specie rare: Ephedra nebrodensis, Muscari tenuiflorum, Silene saxifraga, Primula auricula).